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CIRCOLO DI STUDIO Provincia di Arezzo, Regione Toscana FSE e Ministero del Lavoro
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"MUSICA E DANZE POPOLARI DELL'ITALIA CENTRALE" IL
“BRUSCELLO” DI S.MARGHERITA Il
bruscello č tratto dalla tradizione
orale della valdichiana e riproposto fedelmente come e’ stato
tramandato. Un
tempo, soprattutto in quaresima o nel mese di maggio, era in uso che
gruppi di contadini si ritrovassero per rappresentare opere in rima,
generamente cantate che narravano le gesta o la vita di alcuni personaggi. Il
nome a questa forma di teatro popolare deriva dal fatto che il gruppo
arrivava nel casolare o nel luogo scelto per la rappresentazione, portando
un “bruscello” (o fuscello o ramoscello), un ramo ornato di fiocchi e
campanelli, simbolo augurale di fertilita’. Dopo
un canto di saluto iniziale, aveva luogo la rappresentazione del bruscello
il cui contenuto poteva essere storico ed epico (Orlando e
Fioravanti, Carlo Magno, Pia dei Tolomei...) o di carattere religioso
(vita dei santi, episodi biblici...) o rituali (sega la vecchia...). La
rappresentazione si chiudeva
con un canto di ringraziamento e una questua; il gruppo poi ripartiva per
un altro casolare. Trattandosi
di teatro itinerante era in genere privo di scenari ma i costumi erano
particolarmente curati; la musica era composta di quattro o cinque melodie
che si ripetevano, ed erano le stesse per i vari bruscelli. Il bruscello di S.Margherita ripresentato dalla compagnia il cilindro e’ tratto dalla leggenda popolare della Santa, con pochi riferimenti storici: la morte della madre, l’incontro con Arsenio, la nascita del figlio, la morte di Arsenio, poi la conversione di Margherita, inserendo i vari episodi nel conflitto ancestrale fra il bene e il male, rappresentati nella scena da un angelo e un diavolo, che si contendono l’anima della fanciulla fino al definitivo trionfo dell’angelo con la conversione di Margherita.
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